Conferenza tenuta da Serena Paganini e Massimo De Grassi l’11 dicembre 2025 nella Stazione Rogers
Domenico (Dino) Predonzani (Capodistria 1914 – Trieste 1994), pittore di origine istriana, ha attraversato numerose correnti artistiche del Novecento, costruendo un percorso originale e articolato. E’ noto soprattutto per il suo lavoro come decoratore navale, ambito in cui ha messo in pratica la sua solida formazione tecnica e la sua sensibilità cromatica. È una figura di rilievo nella storia dell’arte triestina, dove è stato a lungo un punto di riferimento anche grazie alla sua importante attività presso l’Istituto d’Arte Nordio.
Il Fondo Dino Predonzani, donato all’Ateneo nel 2022, comprende 520 disegni che coprono l’intera carriera dell’artista, oltre a un ricco nucleo di materiale d’archivio: fotografie delle opere, immagini dell’artista al lavoro, documentazione di mostre e cartelle con ritagli di giornale utilizzati per i suoi studi. I preziosi fogli testimoniano i diversi periodi della sua produzione e del suo lavoro, dagli anni Trenta agli anni Settanta del Novecento.
Conferenza tenuta da Walter Gerbino il 4 dicembre 2025 nella Stazione Rogers
Per chi conosce il profilo scientifico di Kanizsa, la sua opera pittorica riveste un significato particolare. Kanizsa fu un magistrale interprete della teoria della Gestalt, determinato sia nel difenderne l’ortodossia sia nel metterne alla prova la tenuta. Lo affascinava l’ipotesi che la percezione – il mondo come appare – possa essere il risultato finale di un processo di auto-organizzazione.Ma Kanizsa era anche sospettoso e consapevole della difficoltà di dimostrare la validità di tale idea gestaltista. Nella pratica artistica si impegnò allora in un gioco assai serio: far crescere una totalità attraverso la ripetizione di tracce inizialmente lasciate quasi per caso.
In occasione del Centenario dell’Ateneo l’artista Annamaria Ducaton ha donato nel 2024 il ciclo di 28 opere “La donna del mare”, ispirato all’omonima opera teatrale di Henrik Ibsen. Il video consente di visitare la mostra dell’intero ciclo, esposto presso la Sede di Gorizia dell’Università degli Studi da ottobre fino a dicembre 2025.
Conferenza tenuta da Rossella Fabiani e Cristina Cocever il 27 novembre 2025 nella Stazione Rogers
Appartiene alla Collezione Antonio Fonda Savio presente nel Sistema museale di Ateneo dell’Università degli Studi di Trieste un album che raccoglie disegni e incisioni della chiesa di S. Antonio, opera di Pietro Nobile. Si tratta di una serie di fogli contenenti piante, alzati, sezioni e particolari decorativi riferiti alla costruzione dell’edificio sacro. La datazione dei disegni è da assegnare all’epoca della seconda progettazione della chiesa e al concorso del 1823. L’insieme è un manifesto del pensiero compositivo di Nobile, la ricerca continua del particolare tratteggiato in ogni singolo aspetto, chiaramente richiamato dallo studio dell’antico e dall’insegnamento accademico. La chiesa di S. Antonio Taumaturgo a Trieste. Pietro Nobile e l’album riscoperto – EUT – Edizioni Università di Trieste
Conferenza tenuta da Maria Rosa Mezzi e Zeno Saracino il 20 novembre 2025 nella Stazione Rogers
Nel 2024, in occasione del Centenario dell’Università di Trieste, si è deciso di valorizzare il fondo librario costituito dalla Biblioteca del Ginnasio Tedesco di Trieste, conservato presso la Biblioteca di Studi Umanistici dell’Ateneo. Il Ginnasio tedesco, nell’ultima denominazione Kaiserlich-Königliches Staats-Gymnasium in Triest, era stato istituito a Trieste nel 1841; dal 1876 al 1917/18 ebbe sede nell’edificio di Piazza Lipsia (ora Hortis). Secondo un modello comune a tutta l’Europa, l’insegnamento era centrato sulla tradizione classica greca e latina. Nel corso dell’esame della collezione libraria la nostra attenzione è stata catturata da tre agili manualetti divulgativi sulla ginnastica scritti nella seconda metà dell’Ottocento da Michele alias Michelangelo Rustia, uno dei primi maestri assunti dalla la Società Triestina di Ginnastica o SGT (1863). Nata all’interno del revival associazionistico che conseguì alle riforme liberali dell’impero austriaco negli anni Sessanta dell’ottocento, la Ginnastica Triestina fu la prima polisportiva della città e la prima associazione sportiva “tra l’adulta gioventù d’ogni classe”: le sue caratteristiche incarnano bene la tripartizione dello storico Michele Di Donato sull’uso della ginnastica come preparazione militare, pedagogica e medica. In questo contesto la SGT concorse alla diffusione della ginnastica nella penisola italiana ricevendo e propagando le ultime novità in campo sportivo provenienti dall’Impero austriaco e dalla Confederazione germanica, specie tramite l’azione del parenzano Gregorio Draghicchio. Si cala in questo contesto l’opera del socio Michelangelo Rustia: nei suoi opuscoli affiora una rivoluzionaria concezione della ginnastica, non più intesa come mera tecnica finalizzata ad allenare i soldati, bensì come strumento per perseguire la Callistenia, ovvero un’ideale unione di bellezza e forza.
Conferenza tenuta da Elisa Zilli e Cristina Cocever il 13 novembre 2025 nella Stazione Rogers
Tra gli scaffali della Biblioteca Generale dell’Università di Trieste si nasconde un tesoro: un nucleo di libri provenienti dalla Biblioteca dell’Istituto per il promovimento delle piccole industrie di Trieste, di squisita fattura, curati da editori prestigiosi, che permettevano agli artigiani di fine Ottocento / inizio Novecento di aggiornarsi sulle mode delle grandi capitali europee, Parigi, Vienna, Londra, e di mete esotiche come il Giappone, rimanendo a Trieste. Il libro che presentiamo fa parte di questa raccolta, ed è un prezioso e raro documento di un artista giapponese attivo alla fine dell’Ottocento: Keika zuan di Hasegawa Keika.
Il Convegno “Le intelligenze artificiali nei luoghi della cultura”, è stato organizzato dall’Università degli Studi di Trieste attraverso il Sistema Museale di Ateneo (smaTs) e il coordinamento MAB Musei Archivi Biblioteche del Friuli Venezia Giulia, con l’intento di realizzare un momento di confronto tra mondo accademico e professionisti del settore culturale. Il convegno, interamente disponibile in questo video, ha affrontato una delle sfide più attuali del nostro tempo: come conciliare l’automazione con la creatività umana e la diversità delle espressioni culturali, in quanto, come sottolineato dagli organizzatori, “il fenomeno dell’automazione dei dati culturali comprende varie tipologie di intelligenze artificiali che spaziano dall’operare sul versante della creazione della cultura e dell’arte, a quello della catalogazione e dell’elaborazione dei loro risultati”. L’evento è stata l’occasione per esplorare la possibilità di una “intelligenza artificiale responsabile” che guidi istituzioni, operatori e luoghi della cultura verso un modello sostenibile di cooperazione tra automazione e creatività umana, senza compromettere la ricchezza del patrimonio culturale italiano.
In occasione del Centenario l’artista Annamaria Ducaton ha donato all’ateneo il ciclo di 28 opere “La donna del mare”, ispirato all’omonima opera teatrale di Henrik Ibsen. Il 7 ottobre 2025, in chiusura del Convegno “Le intelligenze artificiali nei luoghi della cultura” è stata inaugurata la mostra temporanea dell’intero ciclo presso la Sede di Gorizia dell’Università degli Studi di Trieste. Nel video, realizzato in occasione dell’evento, il prof. Paolo Quazzolo ci introduce alla vita e al mondo di Annamaria Ducaton, a cui queste opere sono indissolubilmente legate.
Il 7 ottobre 2025 Francesca Fiorentini, coordinatrice di smaTs, è stata intervistata a “Trieste in Diretta” su Telequattro. L’occasione è stata il Convegno Le intelligenze artificiali nei luoghi della cultura, co-organizzato a Gorizia dall’Università degli Studi di Trieste e MAB Musei Archivi Biblioteche FVG. Pubblichiamo l’intervista che sintetizza molto efficacemente l’evento e che illustra con chiarezza la mission di smaTs nel contesto dell’ateneo triestino. L’intervista parte dal ventinovesimo minuto (29:00).
In occasione del Centenario dell’Ateneo (2024), il Sistema Museale dell’Università di Trieste (smaTs) propose alla Governance di Ateneo un’iniziativa sfidante: connettersi idealmente alla Mostra d’Arte del 1953-1954 per realizzare una nuova Collezione d’Arte del Centenario, coinvolgendo collezionisti e artisti contemporanei. Prese forma così il progetto Donors ’24. Giunsero lettere di artisti e collezionisti che manifestavano la loro disponibilità a donare una o più opere per ricordare il Centenario dell’Ateneo. Esse furono presentate alla comunità universitaria e al pubblico a dicembre del 2023 e una selezione delle stesse fu esposta alla Mostra del Centenario “1924-2024”, al Bastione Fiorito del Castello di San Giusto di Trieste, nell’estate del 2024. In continuità con quell’iniziativa, e quasi a sigillo di tutto il Centenario, l’Università di Trieste si è ora impegnata a valorizzare il significativo patrimonio d’arte donato all’Ateneo. Affinché la generosità e l’elevato civismo degli artisti e dei donatori continuassero ad essere vivi e condivisi, si è trovato uno spazio idoneo a conservare ed esporre una parte delle opere donate, così da unire conservazione e fruizione: per questo nasce la Galleria d’Arte dell’Università di Trieste nella sede della Biblioteca e del Dipartimento di Studi Umanistici, nel centro della città di Trieste. La Galleria d’Arte ospita, inoltre, le opere realizzate nel corso delle Residenze d’artista “Shine Bright Like A Diamond” che, nel 2024, coinvolse tutti i Dipartimenti dell’Ateneo triestino. La Galleria d’Arte sarà un luogo stabile di riflessione sul rapporto e la contaminazione reciproca tra Università, Arte, Cultura e Società, un luogo che consentirà al visitatore di apprezzare la complessità dell’arte contemporanea, di individuare le opere che più emozionano e quelle che meglio sanno raccontare il travaglio, ma anche le opportunità derivanti dalle rapide e profonde modifiche culturali dei nostri giorni.
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