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Biografia di Paolo Facchi

Paolo Facchi (1927 – 2020) studia lettere e filosofia all’Università Statale di Milano e si laurea nel 1949 con Antonio Banfi e Mario Dal Pra. Tesi di laurea: L’opera storica e filosofica di W. Windelband

Dopo la laurea opera in qualità di redattore, traduttore e collaboratore editoriale presso Enti e Case Editrici: Touring Club Italiano, Edizioni di Comunità, Fondazione Feltrinelli, Feltrinelli Editore, Antonio Vallardi, Vallardi Edizioni Periodiche, De Agostini di Novara e altri. Traduce Elementi di filosofia della scienza di Edoardo May (Fratelli Bocca Editori, 1951). Negli stessi anni coltiva la problematica delle scienze umane, con particolare attenzione all’uso dei valori nelle intenzioni persuasive. Si interessa di metodologia del discorso scientifico e della possibilità di applicarne i risultati nel discorso comune (la sicurezza nel comunicare). Suoi punti di riferimento sono l’opera del filosofo della scienza Giovanni Vailati e del metodologo operazionista Silvio Ceccato. Cura e partecipa a una ricerca collettiva sulla propaganda politica in Italia nelle campagne elettorali del 1948 e del 1953. Esce il libro La propaganda politica in Italia (Bologna, Il Mulino, 1960). Allarga i propri interessi alla formazione dell’opinione pubblica e al discorso ideologico. A seguito di ricerche su incarico della Fondazione Feltrinelli di Milano, riguardanti la sinistra democristiana e cattolica, scrive la seconda parte del libro La sinistra democristiana - storia e ideologia (Milano, Feltrinelli, 1962); la parte storica è di Giorgio Galli. Traduce, per Feltrinelli, il libro La élite del potere (The Power Elite) di Charles Wright Mills (Milano, Feltrinelli, 1959). Per le Edizioni di Comunità traduce (con Ursula Schnabel) Il principio dialogico, di Martin Buber (Milano, 1959). Collabora con articoli di sociologia, sociolinguistica, tecnica e storia del discorso persuasivo e propagandistico alle riviste Il Ponte (Firenze), Rivista Critica di Storia della Filosofia (Mario Dal Pra), Rivista di Filosofia (Norberto Bobbio), Il Mulino, Rivista di Comunità (Adriano Olivetti), Rassegna Italiana di Sociologia (Bologna, Il Mulino), Methodos (Silvio Ceccato), Nuovo 75 (Andrea Mosetti), Methodologia (Felice Accame), dal 1987.

Nel 1965 è fra i promotori della rivista Il Confronto (Antonio Massimo Calderazzi). Nel 1968 fonda con Guido Tassinari e altri amici la rivista La via femminile, che riprende ed aggiorna le tematiche della femminilità, secondo una prospettiva di dialogo fra maschio e femmina nella coppia e nella società. Viene considerata la prima rivista culturale italiana del dopoguerra dedicata ai problemi della donna e anticipatrice del femminismo. Ne escono 14 fascicoli, fino al 1976. Pubblica il libro Il potere economico (Bari, Dedalo, 1970), sulla condizione dell’uomo nelle società industriali. È il tentativo di affrontare lo studio del potere economico secondo categorie già usate con successo nello studio del potere politico; contiene un’analisi delle forme del potere all’interno delle società industriali, con particolare riguardo ai condizionamenti verbali e all’influenza delle ideologie. Sempre nel 1970 ottiene l’insegnamento di Filosofia del Linguaggio presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Trieste. Vi rimane fino al 1998.

La rielaborazione di corsi universitari conduce al libro Sicurezza e verità (Palermo, Palumbo, 1975); la formazione del discorso vero è messa in relazione ad un bisogno di sicurezza, individuale e collettivo. Conduce ricerche di carattere linguistico sull’uso dei valori nella cronaca dei quotidiani e nell’educazione famigliare. Partecipa alla fondazione e al Comitato Scientifico della rivista Scienze Umane (Bari, Dedalo, 1979 e segg.) diretta da Ferruccio Rossi-Landi e vi pubblica il saggio Aspetti dell’azione verbale nella formazione di atteggiamenti razzisti e fascisti; contiene il resoconto, non completo, di ricerche compiute in ambiente triestino e giuliano e riguardanti la trasmissione ai minori di valori discriminanti. Escono scritti sulla rivista Problemi (Giuseppe Petronio). Inizia lo studio dell’opera del filosofo statunitense Charles S. Peirce. Collabora alle riviste: Nominazione (Armando Verdiglione), Philosophy and Social Criticism (Department of Philosophy, Boston College, Massachussets), Kodikas/Code (Gunter Narr Verlag, Tübingen, Germania), Paradigmi (Giuseppe Semerari), Foundations of Semiotics (Achim Eschbach, Essen, Germania), Quaderni del circolo semiologico siciliano (Palermo).

Sempre coltivando interessi sul fenomeno sociale della formazione di opinioni politiche in regimi totalitari, partecipa al convegno Pensare e vivere l’anarchia (Milano 24-25 settembre 1982) con una relazione su Errico Malatesta: L’antipropaganda di Errico Malatesta nell’Italia borghese e fascista, che dà il titolo al breve saggio pubblicato nel 1983 (La Cooperativa Tipolitografica Editrice, Carrara). Partecipa al 3° Congresso Internazionale di semiotica di Palermo (giugno 1984) con una relazione: Absence of event as causal explanation: linguistic formulations, pubblicata in Semiotic Theory and Practice (1988, Walter de Gruyter & Co., Berlin – New York).

Nel 1982 costituisce con Massimo Bonfantini e Agostino Viviani il Centro Studi Garanzie Costituzionali – GARCOS, per la tutela delle garanzie costituzionali nei processi di terrorismo. A partire dal 1985 collabora con l’European Coordination Center for Research and Documentation in Social Sciences di Vienna (Centro di Vienna, Adam Schaff, Christiane Villain-Gandossi) ad una ricerca semiotica sul testo dell’Atto di Helsinki (1975): Sicurezza e cooperazione in Europa.  Organizza nel 1986 all’ Università di Trieste un convegno internazionale su questo tema e pubblica Notes sur le texte de l’Acte de Helsinki; Faits, nécessités, engagements. La bonne foi in : “L’analyse sémiotique dans la recherche comparative. Le vocabulaire des relations internationales” (Vienna, 1987). Si fa promotore della pubblicazione del testo integrale in sei lingue dell’Atto Finale di Helsinki (Gottfried Egert Verlag, Wilhelmsfeld, Germania, 1990).

Nel 1989 organizza all’Università di Trieste un convegno sul tema L’inventiva nelle arti e nelle scienze, con la partecipazione di scienziati (Renato Boeri, Beppe Nardi, Antonio Borsellino, Marco Somalvico e altri), semiologi (Massimo Bonfantini), storici dell’arte (Decio Gioseffi) e filosofi. Sempre sull’inventiva interviene all’Ecole Française des Hautes Etudes presso la Sorbona, Parigi. Nel 1990 partecipa al convegno di Napoli Peirce in Italia, a cura del Centro Napoletano di Semiotica. Prende ad interessarsi al problema degli stereotipi nel discorso, partecipando ad un convegno a Rabat, Marocco (1991).

Allo scoppio delle guerre balcaniche (1991) ne segue attentamente i problemi dall’osservatorio triestino e prepara il volume collettaneo Conflittualità balcanica - Integrazione europea (Trieste, Editre, 1993); collabora al volume collettaneo L’altra Serbia. Gli intellettuali e la guerra a cura di Melita Richter Malabotta (Milano, Selene Edizioni, 1996).

Pubblica il libro Elementi del significare linguistico (Trieste, Editre, 1992) e partecipa con il saggio Quando il linguaggio è gioco e quando non lo è al convegno dell’Associazione Italiana di Studi Semiotici in Gradara del 1996. Si interessa al problema dei rapporti fra stereotipi e apparenze, nel discorso e nella persona umana. In occasione della Mostra Fotografica intitolata Stereotipi, organizzata nel gennaio 1992 dalla Commissione Manifestazioni e Spettacoli del Centro Culturale S.Agostino di Crema, con opere di Olivo Barbieri, Enzo e Raffaello Bassotto, Luigi Ghirri, collabora al Catalogo illustrativo con il testo: Le frasi fatte, attinente al tema trattato. Pubblica il libro Persuasioni – Scritti filosofici (1953-2010), a cura di Massimo A. Bonfantini (Atì editore, 2012).

È autore di racconti filosofici che affrontano aspetti diversi della condizione umana: Io non parlerò, L’ingegnere di sé, Diario di una macchina costruita per parlare; apparsi separati in precedenti edizioni, sono stati poi raccolti nel volumetto I tre racconti sulla parola (Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, 1999); Madama gelosiette in: “Scrittura e interpretazione”, a cura della Commissione Manifestazioni e Spettacolo del Comune di Crema (1993); Storie e storielle (Centro Internazionale della Grafica di Venezia, 1998); Racconti filosofici, a cura di Massimo A. Bonfantini (Moretti Honegger, Bergamo, 2005) e altri.

Negli anni successivi al pensionamento organizza, nelle sale di Villa Facchi che il Comune di Casatenovo aveva attrezzato per il pubblico, e con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Casatenovo, convegni su temi di interesse generale, anche globale e umano, anche impegnativi per la morale e il costume. Fra questi: Il libro artigianale (libro d’artista) – Mostra Manifestazioni Laboratori (2003); Artigiani del libro (2004 e 2005); La ricostruzione del paradiso terrestre (2006, mostra a cura di Giancarlo Pavanello); Le armi non servono (2007); Le paure dei nostri giorni (2008); Il rischio e noi (2009); Ci son troppe cose nelle nostre case (2010). Il bisogno di pronunciarsi su avvenimenti contemporanei, di conservare per la propria memoria e di trasmettere a pochi amici riflessioni e sentimenti colti sul nascere, è all’origine di una raccolta di opuscoli autoprodotti e autodistribuiti: Berlu Berlu / Il grande biancatore (2010); Guerre guerre (2011); Riflessioni e speranze (2012); Un bel video elettroshock / Riflessioni e sospetti, in: Romano Trabucchi, Paolo Facchi – Vivere e non televivere (2012, due opuscoli); La fine del cretino / Umanità Nova (2013); La questione della colpa – Nuova sinfonia germanica (2015); Del mangiare e non (2015); La ragazza sospettosa / Beatrice e Babbo Francesco – due racconti (2017); Le giustificazioni della violenza / Dialogo e comprensione (2019); Massimo A. Bonfantini - Paolo Facchi : Così ci parlavamo (2020). Pubblica il libro autobiografico HOSTINATO RIGORE Ricordi, riflessioni, racconti, per un’autobiografia filosofica (Mimesis Edizioni, 2018).

 

Bibliografia di Paolo Facchi all'Università di Trieste

 Tesi di laurea di Paolo Facchi

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